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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di RomaPunto (del 02/05/2008 @ 23:17:17, in Roma, linkato 1011 volte)
Di RomaPunto (del 28/04/2008 @ 18:43:29, in Roma, linkato 1453 volte)

Non c'è niente da fare: a Roma c'è posto solo per un Francesco! Totti.
Evviva Gianni, evviva noi!!!!
Di RomaPunto (del 27/04/2008 @ 13:23:20, in Roma, linkato 884 volte)
TOR SAPIENZA, VIOLENTATA DONNA BOSNIACA: ARRESTATO RUMENO
Nella serata di ieri i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma hanno arrestato un cittadino straniero di 30 anni, responsabile di violenza sessuale ai danni di una donna di 40 anni di origine bosniaca. L'aggressione è avvenuta in via Petiti a Tor Sapienza, sotto il ponte della linea ferroviaria dell'alta velocità, ove la donna viveva in una piccola baracca. Dei cittadini italiani verso le 17 hanno contattato il 112 dei Carabinieri, segnalando una donna che chiedeva aiuto. I Carabinieri del Nucleo Radiomobile sono intervenuti riuscendo a bloccare l'aggressore, un cittadino rumeno, che si trovava ancora nei pressi della baracca, e hanno soccorso la donna richiedendo l'intervento di un'ambulanza del 118. La vittima è stata trasportata al Pronto Soccorso del Policlinico Casilino, dove è stata visitata dai medici e dimessa con una prognosi di 20 giorni per "violenza carnale, ed ecchimosi su varie parti del corpo". L'arrestato, con precedenti penali, ha opposto resistenza all'arresto, procurando delle contusioni a due Carabinieri, che hanno riportato 3 e 4 giorni di prognosi.
Quando sono giunti sul posto, riferiscono gli inquirenti, i carabinieri hanno trovato la donna distesa su un materasso dentro la baracca, semivestita e molto dolorante. Il rumeno è stato catturato nei pressi, appena fuori dalla baracca, ancora sporco di sangue, senza armi. L'arrestato, con precedenti penali, ha opposto resistenza ai carabinieri, procurando delle contusioni a due militari. Sia il rumeno sia la donna, ha raccontato la vittima ai militari, vivevano sotto il ponte ferroviario, ma in rifugi differenti, da qualche giorno. A dare l'allarme numerose chiamate al 112, una delle quali è stato accertato essere effettuata da un cittadino romano, poi sentito dai carabinieri come testimone, che si passava di lì, come ogni giorno, per andare a lavorare la terra di alcuni orticelli. (Omniroma)
Di RomaPunto (del 26/04/2008 @ 14:43:43, in Roma, linkato 1010 volte)
Stangata sui nuovi estimi catastali Il Comune ha chiesto a 100mila romani di pagare la nuova Ici per gli ultimi 5 anni

Torniamo a parlare di Ici sulla prima casa. In particolare sulla revisione degli estimi catastali decisa dal Campidoglio sotto la guida di Walter Veltroni. Da una parte il segretario del Pd annunciava, nell’aprile 2006, la riduzione dell’imposta comunale sulla prima casa dal 4,9 per mille al 4,7 (poi al 4,6), dall’altra preparava una vera e propria stangata per i cittadini. Se infatti rivedere la classificazione delle case è una cosa giustissima (visto che in molti casi le rendite sono ferme da anni), il problema è come è stata effettuata dal Campidoglio. La lettera inviata a circa 100mila romani la scorsa estate offriva ai contribuenti la possibilità di avvalersi di un tecnico del collegio dei geometri (a pagamento, ovvio) per ricalcolare la nuova categoria del proprio appartamento e, di conseguenza, la nuova cifra Ici da pagare. Il punto è che rivolgendosi all’esperto indicato dal Comune il cittadino poteva usufruire di tutta una serie di agevolazioni. Innanzitutto avendo, come lascia intendere maliziosamente la lettera, un trattamento di favore nella valutazione. Poi, potendo usufruire di un maxi sconto (il 50%) sugli arretrati degli ultimi cinque anni. Già, è proprio questa la pensata geniale dell’amministrazione comunale. La retroattività dell’imposta Ici. I 100mila “fortunati”, infatti, dovranno corrispondere, come sei legge nella lettera, il “mancato tributo sull’Ici degli scorsi cinque anni”. Come se il principale responsabile del mancato adeguamento della tariffa fosse il cittadino che, nella maggior parte dei casi, ha rivalutato a proprie spese l’abitazione in cui vive. Per esempio dotando dei servizi essenziali immobili che risalgono a inizio Novecento, visto che la maggior parte degli estimi da ricalcolare si trova in pieno centro storico. La storia suona ancora più beffarda per coloro che non hanno fatto alcun lavoro nella propria abitazione ma che la vedranno ugualmente rivalutata. La scadenza in cui andava comunicata la nuova valutazione, inizialmente prevista per il 30 ottobre, è slittata al 30 marzo, prima, al 30 giugno, poi. Così se da una parte Veltroni ha ridotto, di pochissimo peraltro, l’Ici, dall’altra ha colpito pesantemente 100mila contribuenti incolpevoli facendogli pagare gli arretrati di cinque anni. Risultato: un guadagno netto di 30 milioni di euro. Stangata che fa il paio con gli aumenti dell’ultimo anno. Dalle tariffe Ztl (più 600%) all’addizionale comunale Irpef passata dallo 0,2 allo 0,5 per cento. Dall’Ici alla seconda casa passata dal 6,9 al 7 per mille fino alla tariffa sui rifiuti (Tarsu) aumentata del 16% per i i privati, del 30% per i commercianti e addirittura del 50% per i ristoratori. “È realistica una riduzione delle tasse nei prossimi tre anni”, annunciava lo scorso giugno al congresso del neonato Pd Veltroni. Ma dal 2001 i romani sanno cos’è stata la sua amministrazione comunale. Un Leviatano affamato delle tasse dei contribuenti.
Di RomaPunto (del 24/04/2008 @ 13:54:28, in Roma, linkato 825 volte)
L'allarme della Confsal sulla scorrettezza del ministro Rutelli

La Confsal-Unsa lancia l’allarme sulle nomine fatte da Rutelli al ministero dei Beni culturali bloccate dalla Corte dei Conti. “Siamo preoccupati – spiega il sindacalista Giuseppe Urbino - per la ventilata ed eventuale 'pressione politica' che il vertice uscente del ministero della Cultura può esercitare sulla Magistratura contabile di via Baiamonti onde ottenere all'ultimissimo minuto, la registrazione delle nomine dirigenziali fatte da Rutelli e ancora giacenti sui tavoli della Corte dei Conti”. “Riteniamo – rincara la dose Urbino - che il comportamento del ministro Francesco Rutelli sia politicamente scorretto e lesivo degli interessi della Pubblica amministrazione in materia dei buoni principi di trasparenza, efficacia ed efficienza poiché così facendo si aggira la regolarità della procedura amministrativa, che sì, prevede delle scadenze solo per l'ordinaria amministrazione, ma non fa altro che alimentare la 'certezza' che queste avvengono con criteri del tutto clientelari e politici. Un Ministero come quello della Cultura, da anni sempre in continua riforma, avrebbe potuto attendere il nuovo esecutivo prima di procedere in tal senso”. “Siamo comunque fiduciosi dell’operato della Corte dei Conti - conclude Urbino- e garantiamo sin d’ora ogni possibile sostegno politico-sindacale al suo operato”.
Di RomaPunto (del 24/04/2008 @ 13:37:45, in Roma, linkato 1036 volte)
L'ex sindaco non concluse il suo mandato, lasciando Roma allo sbando  C’e' poco da fare. A Rutelli non basta un siparietto televisivo per recuperare i danni fatti a Roma, la città che lui dice tanto di amare. La sua eredità, infatti, è disastrosa. Sia da sindaco che da vicepremier di Prodi e ministro dei Beni culturali, Cicciobello si è distinto in una gestione a dir poco imbarazzante del potere. Altro che la cartina immaginaria di una Roma del futuro che Rutelli ha tirato fuori in diretta nazionale: quello è solamente un sogno non realizzato e i romani, non essendo stupidi, lo hanno capito perfettamente. Partiamo proprio da lì, dal famigerato anello ferroviario. Da quindici anni Rutelli promette la chiusura della cintura che circonda Roma, “vera risorsa della Capitale”. Il 3 dicembre 1993, a pochi giorni dal ballottaggio che lo farà sindaco, Rutelli annuncia ha la priorità è la “realizzazione della prima tranche dell’anello”. Nel ’95 nuove promesse per una realizzazione con Fs entro il Giubileo del 2000. Ancora nulla. Nel 2006 Veltroni fa un nuovo annuncio. Ovviamente Roma non ha ancora l’anello ferroviario. Sul capitolo sicurezza, poi, bisogna dire chiaramente che la Capitale è una città fortemente insicura dove i reati sono in crescita. E se Rutelli racconta di aver chiuso i campi rom, si dimentica che negli anni ’90, durante il suo primo mandato, la presenza dei nomadi diventò sempre più consistente, assumendo dimensioni preoccupanti. Nell’ottobre ’95 l’allora sindaco annunciò un censimento generale “per fare in modo che tutti i nomadi risiedano in aree certe e controllate, nelle quali potrà accedere solo chi è in possesso di una tessera con foto”. O ancora, nel settembre’95 dichiarò: “La giunta comunale non bloccherà il suo lavoro di riordino dei campi nomadi” e si arriverà nell’arco di qualche anno “al numero chiuso”. Anche qui un nulla di fatto e, se la situazione non fosse tragica, ci sarebbero da ridere a rileggere tutte le dichiarazioni fatte in quegli anni. Andando avanti in questa sorta di Rutelleide, quello che oggi fa il paladino dei romani è lo stesso signore che ha portato strisce blu e quindi multe per fare cassa, insieme alla Ztl in città. Su questo capitolo, una nota dolente per tutti i cittadini, basta dire molto poco per rendere l’idea. L’Urbe è una delle città più multate d’Europa, ogni romano ha sul capo 91 euro di multa, il Campidoglio ha dovuto fare dietrofront, grazie al Pdl, sulla pazzia delle ipoteche sulla casa e i fermi amministrativi. Per non parlare delle multe illegittime, le cartelle pazze e le irregolarità delle sanzioni. Un gran bel modo per fare soldi. E i romani pagano. Sull’emergenza casa, Rutelli riesce a dare il meglio: promesse di nuove costruzioni e lamentele sui “no” del centrodestra al Piano regolatore (Prg). Il vicepremier di Prodi, però, si dimentica di dire che l’edilizia popolare a Roma è una farsa ed è stata prevista nel Prg solo grazie ad una variante voluta dal gruppo di An. Il duo Rutelli-Veltroni non ha fatto nulla: le assegnazioni vengono ancora fatte con un bando che risale al 2000, ancora non sono state individuate le aree sui cui costruire i nuovi alloggi e molte case sono state praticamente regalate alle occupazioni e a improbabili emergenze di Action e amici vari. Rutelli inoltre si dimentica di raccontarci che è stato condannato dalla Corte dei Conti per l’elargizione di consulenze d’oro in Campidoglio, vizietto che poi sembra tornare al ministero, visto che la magistratura contabile ha appena bloccato 35 nomine di dirigenti dei Beni culturali, generando così il caos. Per non parlare della distruzione del Gianicolo per un parcheggio inutilizzato, lo scempio degli ascensori al Vittoriano, lo sfregio all’Ara Pacis, l’attentato alla bellezza del Pincio. Fino ad arrivare ai 45 milioni di euro buttati per “italia.it”, un sito internet che avrebbe dovuto dare lustro all’Italia e che, invece, fu un biglietto da visita negativo per il nostro Paese. Serve qualcos’altro per capire chi è veramente questo signore?
Di RomaPunto (del 22/04/2008 @ 16:43:28, in Roma, linkato 642 volte)
Non so se ci avete fatto caso, ma comunicare con il PD per il ballottaggio di Roma è sostanzialmente impossibile. Il sito di Rutelli è chiuso ai commenti, né indica dei blog di scambio (come fa Alemanno, ma come ha fatto anche Ciocchetti fino all'ultimo). Ricercando con Google dei blog per dire la propria, si trovano solo siti di importanza secondaria, per essere generosi. E si parla di molte cose: questioni di trent'anni fa, volantini sessantottini, politica internazionale... ma nulla sui programmi e sul territorio. Una scelta assolutamente non condivisibile: oggi non è possibile non avere un contatto diretto ed ufficiale con l'elettorato che frequenta la rete. Un altro punto a vantaggio di Alemanno, che di blog - sul suo sito- ne indica ben due: il nostro e Alemannovincitu.
Di RomaPunto (del 22/04/2008 @ 13:30:22, in Roma, linkato 854 volte)
"Bruceremo le tappe, sarà la città a far da traino alla Nazione" "Questa volta facciamo sul serio, bruceremo le tappe per Roma Capitale. È da vent’anni che si parla di poteri speciali, ma ora arriveremo all’approdo finale". Gianni Alemanno lo ripete più volte perché il messaggio arrivi chiaro e corretto. Roma Capitale con poteri speciali supera e cancella ogni fantasma e speculazione sul federalismo, anzi, spiega, in questo modo si potrà meglio applicare il principio di solidarietà. E’ un progetto che ha in mente da tempo ed è al primo punto del “Patto con Roma”, sottoscritto, non a caso, con Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini davanti ai cittadini di Corviale. Il concetto è: è ora di un salto di qualità, sarà la città a fare da traino alla Nazione, invertendo lo schema tradizionale. Più precisamente: l’idea di Roma come città universale deve “sfondare”, come pure deve uscire "da questa apatia, smettere di essere una specie di paesone abbandonato". La legge di riforma costituzionale dovrebbe affiancarsi ad una legge ordinaria, la quale, in attesa che si cambi il dettato costituzionale, "dia il massimo dei poteri alla città". Alemanno presenta un manifesto firmato da dieci costituzionalisti italiani in cui si chiede l'attribuzione della potestà legislativa a Roma Capitale con un disegno di legge costituzionale sul modello di Berlino e di Bruxelles. Dice: "Un federalismo compiuto necessita di una Capitale forte e nettamente caratterizzata in grado di gestire in maniera adeguata la sua funzione nazionale e internazionale". Non solo. "Incoraggiamo il futuro sindaco Gianni Alemanno a dare seguito al suo progetto di creare una commissione di alto profilo", si legge nel manifesto firmato tra gli altri da Annibale Marini, presidente emerito della Corte Costituzionale; Agostino Carrino, ordinario di Diritto pubblico presso l'università di Napoli Federico II; Felice Giuffrè, docente di Diritto costituzionale all’'Università di Catania e Luca Mezzetti, ordinario di Diritto costituzionale presso l'Università di Bologna, Ida Nicotra, ordinario di diritto costituzionale all’Università di Catania, Learco Saporito, ordinario di diritto pubblico Università telematica Marconi. E il candidato del Pdl ha voluto rilanciare ieri, 21 aprile, giorno del Natale di Roma, l'dea di una commissione di alto profilo, un gruppo di esperti altamente qualificati che studierà il futuro di Roma mentre affronteremo l'emergenza. Promotore sarà Gian Maria Fara, presidente di Eurispes. Un gruppo di saggi con i migliori nomi internazionali. Perché, ha spiegato Gian Maria Fara, "la realtà italiana è complessa ma quella romana ancor di più. E i problemi non sono mai semplici, sono sempre complessi e si affrontano nella complessità". Poi, l’annuncio: "Ci sarà un commissario straordinario governativo per la sicurezza a Roma, «una persona che stia a fianco al sindaco e che riunifichi i poteri nazionali e locali, compresi quelli del prefetto». E ieri anche il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha detto: "Chi si propone per governare una città deve saper amministrare: Alemanno è stato un buon ministro dell'Agricoltura e credo che abbia le caratteristiche per essere un buon amministratore. Di sicuro è attento ai temi importanti di una città, come quello sulla sicurezza».
Di RomaPunto (del 21/04/2008 @ 17:45:54, in Roma, linkato 413 volte)
Martedì, alle ore 21.00 su Rai Tre, la trasmissione “Ballarò” ospita l’atteso faccia a faccia tra i candidati a sindaco di Roma Gianni Alemanno, per il Pdl, e Francesco Rutelli, per il Pd. Durante la puntata del settimanale di Rai Tre, condotto in diretta da Giovanni Floris, i due candidati avranno modo di esporre programmi, iniziative e progetti in vista del ballottaggio per il Campidoglio in programma domenica e lunedì prossimi. Apre la trasmissione la copertina satirica di Maurizio Crozza.
Di RomaPunto (del 21/04/2008 @ 13:52:45, in Roma, linkato 710 volte)
Tutti gli atti potrebbero essere resi nulli: lo Stato rischia contenziosi e danni. La Corte dei Conti blocca le 35 nomine volute da Rutelli in pre campagna elettorale. Il ministero dei Beni Culturali è nel caos.  E lo Stato italiano rischia contenziosi e danni ingenti. Tutto questo per colpa delle nomine effettuate dal ministro dei Beni culturali e vice di Prodi, Francesco Rutelli, di 35 dirigenti, bocciate dalla Corte dei Conti, la magistratura contabile che vigila sulla Pubblica amministrazione. 9 direttori generali centrali, 17 direttori generali regionali, 6 direttori generali di staff, 3 direttori generali per il servizio di controllo interno del dicastero della Cultura. Queste le nomine effettuate a dicembre, con decorrenza 1 gennaio 2008, rinviate al mittente e che hanno gettato i Beni culturali nella confusione. Infatti tutti i provvedimenti firmati dai direttori ricusati rischiano di essere nulli. Secondo quanto riferito dal segretario regionale della Uil Beni culturali, Gianfranco Cerasoli, la Corte dei Conti ha sollevato due rilievi, uno di procedura, l’altro di sostanza. Per quanto riguarda quest’ultimo ci sarebbe la mancanza di motivazione nelle scelte operate rispetto alle richieste avanzate dai singoli dirigenti generali. Dopo una prima smentita fatta con poca forza dal ministero, è arrivata la risposta anche di un altro sindacalista, il segretario generale della Confsal Unsa dei Beni culturali, Giuseppe Urbino: i rilievi della Corte dei Conti sulle 35 nomine fatte dal ministro Rutelli “ci sono ed evidenziano un operato piuttosto grossolano in fatto di nomine dirigenziali”. “Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali si affretta a smentire dichiarando che il soggetto coinvolto dalla Corte dei Conti, riguardo i rilievi alle nomine di Rutelli, è la Funzione Pubblica - continua Urbino - In una nota di circostanza si legge che ‘non risulta nessun rilievo e che tutti i provvedimenti sono adeguatamente motivati’. Rutelli - spiega il sindacalista della Confsal - cerca ancora una volta di salvarsi la faccia cercando di creare il dubbio, quando i realtà i rilievi della Corte ci sono ed evidenziano un operato piuttosto grossolano in fatto di nomine dirigenziali”. D’altra parte il vicepremier di Prodi, oggi candidato al Campidoglio dalla sinistra prodiana, non è nuovo a problemi per consulenze e nomine di dirigenti, sempre nel ministero. Proprio in campagna elettorale, infatti, Rutelli ha avuto, per dirla con le parole dei sindacalisti un “comportamento scorretto” visto che ha nominato “ben 216 dirigenti”, tra soprintendenti, archivisti, bibliotecari ma anche dei soprintendenti speciali ai Poli Museali di Roma, Venezia, Napoli e dei soprintendenti speciali all'archeologia di Roma, Napoli e Venezia. “La decisione dell’organo di controllo sta determinando il panico nel ministero poiché questo significa - ha aggiunto Cerasoli - che tutti gli atti firmati da tali Direttori Generali potrebbero essere allo stesso modo illegittimi, sia se hanno determinato impegni di spesa sia se hanno prodotto effetti giuridici nei confronti di terzi”. Dopo lo scempio del Vittoriano o lo scandalo dell’Ara Pacis, ecco una nuova puntata della penosa storia di Rutelli ai Beni Culturali. A pagarne le conseguenze, come al solito, i cittadini, la nostra storia e la nostra cultura, gettata nel caos da nomine senza un perché.
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