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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.

I clandestini hanno molto sperato nel governo Prodi. Non certo perché rassomigli a quello di Chavez o Castro, ricorda piuttosto Somoza.
Semplicemente perché gli ha promesso una rapida regolarizzazione di massa. Molti sono a baffi per terra perché ancora non si è visto niente.
Ma a uno di nostra conoscenza sono cadute le braccia definitivamente. Ha avuto la brutta avventura di cadere nella vasca da bagno e rompersi due costole.
Gli è andata peggio perché è accaduto ai primi di gennaio, proprio dopo l'approvazione della Finanziaria.
Dopo due giorni di forti dolori è andato al pronto soccorso. Qui, prima ancora di valutare la gravità dei danni, gli hanno sfilato 25 euro. Fatta la lastra lo avrebbero dovuto classificare almeno come codice verde e ridargli il valsente.
Ma gli hanno stretto la mano e lo hanno rimandato a casa. Per rimettere a posto le costole basta il riposo, non serve gesso. I suoi 25 euro sono rimasti là.
Non si può certo mettere a baccagliare nel suo stato giuridico. Ora non sa bene... i suoi soldi saranno finiti alla Asl di riferimento o nelle tasche del portantino?

Se uno ha bisogno di fare delle analisi del sangue continuative e periodiche, può far fare al proprio medico di famiglia un'impegnativa (la ricetta rosa) che prevede la ripetibilità per tre volte dell'esame.
Paga il ticket e va tranquilo per due o tre mesi. Ma il medico è partito per il Marocco, beato lui, e ti trovi sprovvisto di ricetta.
L'analisi la devi fare, ti presenti al laboratorio e dici "stavolta faccio una pazzia e pago la tariffa intera". Per un Inr, un indice di coagulazione del sangue, il prezzo dell'analisi è di 10 euro. Il ticket? Grazie a Padoa Schioppa è passato da 7,49 euro a 10 euro. Inutile far fare l'impegnativa. Quando dici alla segretaria del laboratorio che "so' ridicoli", lei cerca di minimizzare... scopri così che votò Unione. Ma dopo qualche pizzicata ammette: "Beh, sì... su questo sono ridicoli".
E invece non capisce il valore delle scelte del governo. Prodi e Padoa Schioppa ci hanno evitato una grossa perdita di tempo. Ora si può andare a tirarsi il sangue senza passare prima dal medico di famiglia... nessuno escluso.
 Se dovessi arrivare a settant'anni in forma come John Berlusconi, vorrei essere lui. E allora, mentre soffio sulle candeline, mi porrei il problema: ho avuto due occasioni per modernizzare il Paese. Troppi Casini nella mia maggioranza, non ci sono riuscito. Tanto da far fare bella figura a certi cazzoni che dopo hanno promosso le "liberalizzazioni da sinistra". Si sono rivelate una bufala, ma parlano la mia lingua, si appoggiano sul mio fantasma. Decido di lasciarli scannare tra loro. Divento afono (tracheite) e salto il confronto con Rutelli. Questi non vedono l'ora di farmi parlare per trovare spunti per ricompattarsi a spese della mia ugola. Non è che mi piaccia che anche una santa scolorita come Madonna nel suo concerto mi abbia mescolato con Hitler e Stalin per parlare del Male nel mondo. Ma io le pubblico i dischi e se fa un film lo proietto nelle mie sale. Nelle mie tv mi unisco al battage che riempie gli stadi di una vecchia pelle rinsecchita ormai al tramonto. Non è che mi piaccia che la Mondadori e la Einaudi, che ho comprato con i miei soldi, continuino a pubblicare testi di una cultura marcia e passatista, indirizzata soltanto al 50 per cento degli italiani, Ci si rimettono pure soldi, perché quelli di centrodestra non comprano. Chiaro che non leggono, si devono sentir dare degli ignoranti e dei cafoni una pagina sì e l'altra pure e cacciare 18 euro per un libro? Mi sento stanco, forse ho sbagliato qualcosa, ma ai miei figli lascerò un impero economicamente saldo. Perché poi la famiglia... non è che si sia ipocriti, ma agli italiani piace questa ipocrisia. Devo vivere e ho vissuto, se mi si costringerà a campare, camperò bene. Certo, quando poi ci sono le elezioni. Appuntamento dopo appuntamento ritrovo la forza, la voglia, il sangue mi va dal cuore dritto al cervello. Sono un vincitore e voglio competere. Avevo quasi vinto. Da solo. Però poi quanto è noiosa la quotidianità di quei quattro bifolchi incartati che si incontrano in Parlamento e mi dicono sempre di no perché così vanno sui giornali. Presuntuosi imbecilli. Gli italiani non mi hanno mai detto no, amore e odio sono sentimenti forti, che fanno i conti con me. Non come lo squallido disinteresse che colora l'anonimato dei ministri e dei sottosegretari di centrosinistra e di certi personaggi che dicono di essere miei alleati. Ci si sono fatti una posizione, salendo sul mio carro, e poi hanno cercato altri consensi criticandomi e mettendomi i bastoni fra le ruote. Sai che c'è, la tracheite mi durerà qualche giorno, così salto anche le "Frattocchie" di Forza Italia. E ci rivediamo a ottobre, se mi meriterete, se mi andrà.
Emma Bonino
Se serviva un esempio per dare il benservito alle quote rosa ce lo ha dato proprio Emma Bonino. Di lei non si può dire certo che sia una casalinga o una donna in carriera prestata alla politica. E' un ministro in carica del governo Prodi, una professionista di lungo corso di tutte le aule parlamentari nazionali e internazionali. Cosa ti combina Bonino? Si presenta a Roma, capolista della Rosa nel Pugno, e i suoi compagni la bocciano dandole meno di 2000 preferenze. Al comune è stato eletto Gianluca Quadrana, capo dei giovani socialisti, simpatico e impegnato che ne ha prese 1.500 di più. Emma, candoidata a presidente della repubblica, all'Onu, alla Comunità europea, a tutto quello che si può, insomma, nella sua città non riesce a raggranellare neanche duemila voti. Incredibile. Ma è anche il segno che i posti-panda per le donne a poco servono. Non crediamo proprio che la Bonino sarebbe stata contenta di essere eletta perché donna. Quando si va a votare si sceglie quello che ti dà fiducia, il sesso poco conta. A Quadrana i nostri migliori auguri di buon lavoro.
W gli eroi di Nassiriya
Russo Spena, di Rifondazione comunista, ha detto, il 19 maggio 2006, al Tg1 delle 13,30: "Il primo atto del governo sarà il ritiro immediato delle truppe dall'Iraq". Vogliamo vedere queste emerite teste all'opera.
Abbiamo cominciato quel giorno un "conto alla dritta" sul ritiro, continuiamo a scandire sulla faccia di Russo Spena i giorni che passano: E CENTOSETTE...
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