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\\ Home Page : Storico : BLOG PRODI FREE (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.

Di Giuliano (del 04/02/2007 @ 17:24:59, in BLOG PRODI FREE, linkato 430 volte)


E' incredibile cosa accade in Italia. Peggio non poteva andare.
Un poliziotto morto a seguito degli scontri dopo la partita Catania-Palermo. Era considerata a massimo rischio.
Ma non è stata preparata bene dalle forze dell'ordine. Catania è andata a ferro e fuoco. Come minimo dovrebbe dimettersi il ministro dell'Interno. Invece la paga il calcio.
E come al solito il furore ideologico di Romano Prodi si limita ad "annunci".
Si pensa di sospendere il campionato di calcio per quindici giorni (oltre alla domenica già saltata), di far giocare molte delle partite a porte chiuse, di sottrarre ai tifosi cattivi i benefici di legge dei quali godono i terroristi e i mafiosi.
Un altro provvedimento allo studio riguarda il blocco delle trasferte delle tifoserie da una città all'altra.
Per le partite a rischio si pensa a vietare le notturne, con possibilità di giocare addirittura la mattina.
Rapido trasferimento della proprietà degli stadi dai comuni ai club in modo da responsabilizzare le società nei confronti degli atti vandalici delle tifoserie (se ne parla da anni, senza esito).
Sembrano soltanto le chiacchiere di sempre. Come al solito si riducono a provvedimenti punitivi per chi non c'entra niente, i tifosi nornmali, e toccano solo di striscio le bande del tifo organizzato.
Il problema è che se prendessero corpo, se si avverassero, sarebbero dei veri e propri colpi definitivi per il calcio sport o spettacolo che lo consideriate.
Se si avverassero sarebbe anche un vero e proprio regalo all'Italia.
Distolti dallo sport principale, gli italiani potrebbero concentrarsi sui danni veri che Prodi, Amato e D'Alema stanno facendo al Paese. La contrazione delle libertà non è negli stadi, è nelle strade, nel lavoro, nell'informazione.
Vogliono chiudere il Cibali, lo stadio di Catania, e hanno già chiuso il Senato che lavora dieci ore a settimana.
Tacciono delle decine di operai che muoiono ogni giorno sul lavoro mentre loro si riempiono la bocca di "sicurezza". Tacciono i problemi di pensionati, giovani e cassintegrati che non trovano sbocchi nonostante le farfuglianti decisioni prese dal governo sullo sviluppo.
Tutti decreti che non hanno trovato applicazione... che sono soltanto bolle di sapone. Come la storia degli stadi. Massì, chiudete il calcio, ciuderete bottega prima.
 
Di Giuliano (del 04/10/2006 @ 11:51:46, in BLOG PRODI FREE, linkato 348 volte)


Due grandi alleati, complici nella gestione del capitalismo italiano, sono ormai ai ferri corti. E sembra che Marco Tronchetti Provera, spodestato dalla guida della Telecom grazie ai casini combinati da Palazzo Chigi, la voglia far pagare cara al suo vecchio amico. Ieri Tronchetti Provera ha affidato al Financial Times la sua verità, probabilmente "la" verità, sull'incontro sempre negato da Prodi. E afferma che lui stesso, in prima persona, spiegò al presidente del Consiglio che Telecom Italia "aveva bisogno di flessibilità sugli asset, che c'era la possibilità di vendere parte della rete fissa, parte di Tim, parte di qualcosa". "Spiegai - continua Tronchetti - al primo ministro che avevamo bisogno di essere liberi. Tim fu menzionata chiaramente, non c'é dubbio". Tronchetti, riferisce il Ft, disse che la flessibilità era necessaria "per trarre vantaggio da tutte le opportunità offerte dai network di prossima generazione", ma che non era ancora stata presa alcuna decisione definitiva per la vendita di asset. Quanto al riassetto del gruppo telefonico, l'ex presidente di Telecom afferma che "i contenuti media nelle tlc sono una priorità. La convergenza è ancora una priorità, ma è necessario tenere conto dei cambiamenti tecnologici". Un cambiamento di rotta che, dice Tronchetti, non ha potuto spiegare al mercato: "Stavamo preparando un roadshow, ma il giorno dopo c'é stata la reazione inaspettata del governo... Ho provato a contattare il primo ministro per chiedergli cosa stava accadendo". Tronchetti si dice quindi "stupito" delle rivelazioni sui colloqui con Prodi fatte dal comunicato di Palazzo Chigi: "Non ho mai visto niente del genere in vita mia... Non penso che una società come Telecom Italia possa portare avanti il proprio business senza un atteggiamento almeno neutrale da parte del governo". Tronchetti, afferma il Financial Times, spiega comunque di aver discusso con Prodi, e non con il cda, in merito alla possibilità di un accordo finanziario con Rupert Murdoch al di là di quello sui contenuti, per assicurarsi che il governo non avrebbe fatto ricorso alla golden share. Ma aggiunge che con Murdoch "non c'era accordo" se non sui contenuti, "non c'era negoziazione di prezzo o scambio di azioni". Insomma, secondo Trochetti, Prodi ha mentito. In un Paese democratico basterebbe questo per farlo scloggiare da Palazzo Chigi, ma sembra che Romano si voglia trasformare in un vero e proprio dittatore da stato delle Banane.
 
Di Giuliano (del 05/09/2006 @ 15:32:20, in BLOG PRODI FREE, linkato 305 volte)

Barbara Palombelli

Pubblichiamo come post il commento che R.R. si era visto "tagliato" per mancanza di spazio alla notizia "Bersani fa aumentare i taxi". Grazie per averlo inviato subito

Il count down del rientro dalle ferie è azzerato e anche l’attività politica ricomincia. E come se ricomincia! Volete farvi due risate (vere anche se amare) sulla situazione politico economica italiana? E' sufficiente che decidiate di comprare il giornale anche solo per due giorni. Io l'ho fatto (anche se di regola proseguo anche i giorni successivi, perché vi assicuro che poi diventa una droga) e l’effetto è esilarante. Provo a invogliarvi, sebbene comprenda la nausea di chi è entrato nella spirale del silenzio... Cominciamo dalle dichiarazioni del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli che non solo si è liberato della moglie Barbara Palombelli rifilandocela nelle fila della prossima edizione di Domenica In, ma che adesso ha intrapreso la strada dell'educatore sovietico anche nei confronti di chi non gli è parente: gli italiani dovrebbero, a suo dire, riorganizzare le proprie ferie distribuendole nell’arco dell'anno. E mentre Rutelli parla di "benefici economici" e porta questa proposta in Parlamento, ecco il suo alleato Mastella già pronto a prenderlo per i fondelli con un "Siamo seri, per gli italiani ci sono tre pilastri intoccabili: la pensione, le ferie e la mamma". Eh sì perché anche sulle pensioni non siamo messi meglio. Il ministro dell'Economia, Padoa Schioppa, ha proposto un decreto legge per rinviare di un anno l'uscita dal lavoro di chi ha 57 anni di età e ne ha già maturati 35 di contributi. Scusate, ma non ci avevano detto che l'Italia è al collasso proprio a causa di tutte le pensioni che già oggi vengono erogate? E ancora, sbaglio o ricordo male se i giovani già da qualche anno sono perfettamente consapevoli del fatto che, pur lavorando, non riceveranno mai la fantomatica pensione? Sarà già esperienza di molti, se non di tutti: una mattina ti svegli, ti rechi presso la filiale della tua banca e trovi l'impiegato del caso che ti spiega quanto sia opportuno accendere un fondo di previdenza privato per assicurarsi l’avvenire. Della serie "chi fa da sé..." Ma insomma vogliamo continuare a foderarci le orecchie di prosciutto oppure vogliamo cominciare a far sentire che ci siamo, che leggiamo, che non accettiamo passivamente la debacle del nostro Paese? Chissà poi se anche sulla mamma questa maggioranza potrebbe trovare il modo di rompersi: magari sulle future pagine dei quotidiani qualche nobile deputato potrebbe presentare in Parlamento una proposta nella quale tutte le mamme italiane, superati i 50 anni, debbano decidere se continuare ad esercitare il proprio "ruolo" oppure chiedere un risarcimento per quanto fatto in tot anni di onorata carriera e con quei soldi decidere, in linea con i tempi e le mete turistiche proposte dal Parlamento, dove andare a godersi il meritato riposo. Se vi pare...
 
Di Giuliano (del 27/08/2006 @ 09:35:21, in BLOG PRODI FREE, linkato 331 volte)


La nostra stampa provinciale ha innalzato peana a Prodi e D'Alema per il loro presunto "ruolo cardine" nella crisi libanese. Noi proponiamo soltanto una piccola notazione: la Cnn parla soltanto di Chirac, Siniora, la Rice, Nasrallah e Olmert. Di Prodi e D'Alema non fa parola. Perché? Perché stanno seguendo la tecnica di Camillo Benso di Cavour quando mandò i nostri soldati in Crimea. La differenza è che loro - per carità di Unione - non hanno usato le sue chiare parole: "Con poche centinaia di morti, potremo sederci al tavolo dei vincitori". Con la benedizione dei pacifisti di Assisi si stanno mandando al macello, con il moschetto 91 e senza mezzi tecnologici (e sotto il comando francese che ci tratterà come carne da cannone) quasi tremila nostri militari senza curarsi dei rischi ai quali vanno incontro e soprattutto senza che i loro rischi abbiano un fine. Infatti non andiamo lì per disarmare Hezbollah. E allora la guerra è soltanto rimandata. Non andiamo lì per fermare il traffico di missili Katiuscia dalla Siria. E se le armi arrivano, qualcuno le userà. Non andiamo neanche per limitare le incursioni israeliane o bloccare le loro truppe ai confini: siamo troppo disarmati per questo. Che ci andiamo a fare? Soltanto per fare pubblicità all'Unione, soltanto per far dire a certi rotoli da cesso quotidiani che Prodi e D'Alema sono due statisti di pelo. Mentre la Cnn tace delle loro gesta. Intanto i barbuti amici del ministro degli esteri se la ridono: certo che daremo le armi all'Onu...tutte quelle che riusciranno a trovare.
 
Di Giuliano (del 17/07/2006 @ 10:30:26, in BLOG PRODI FREE, linkato 588 volte)


Hanno azzerato i vertici della Guardia di Finanza della Lombardia. Sono quelli che hanno indagato sulla Unipol di Consorte e hanno intercettato Piero Fassino. Due generali, un colonnello, un tenente colonnello sono stati destinati ad altri incarichi, ben lontani da Milano. Uno di loro, il generale Leandro Minervini, è stato recentemente eletto presidente del nuovo Cocer della Gdf. Anche alla procura della repubblica di Milano si sono preoccupati, visto che da questi comandi dipendevano inchieste molto delicate mentre è stato praticamente amputato il braccio operativo dei pm. Nonostante il viceministro Visco proclami a gran voce che l'Unipol non c'entra nulla con gli avvicendamenti, si sente forte l'odore del colpo di mano. Aggiungete le vicende del Sismi e le tante inchieste senza fondamento messe in atto con il solo obbiettivo di sparare in prima pagina il contenuto di intercettazioni telefoniche screditanti. Sembra essere in atto un putsch destinato a un vero e proprio regolamento di conti in stile mafioso tra magistratura, sinistra e pezzi dello Stato che non sono al servizio del potere di Prodi. Un attacco gravissimo non soltanto alla democrazia, ma alla civile convivenza che va respinto con la massima determinazione.
 
Di Giuliano (del 02/07/2006 @ 14:23:46, in BLOG PRODI FREE, linkato 360 volte)


Ammazzare tassisti e farmacisti può essere anche buona cosa, soprattutto se se ne avvantaggiano le cooperative rosse e le cooperative di autisti immigrati intestate alle mogli dei leader dell'Unione. Ma chi se la ricorda la rivoluzione? La Livia Turco, ministro della Sanità, la quale aveva rassicurato i farmacisti, cinque giorni prima del DL Bersani, fa una figura da senzalabbra... il centrodestra dibatte... e perché non l'abbiamo fatto noi? Non l'abbiamo fatto perché non si fa così. Non puoi concertare con tre e spalnmare sull'asfalto gli altri. Non si prendono e si mettono in mutande le uniche due categorie protette dalla Bolkenstein per lasciare fuori dalle liberalizzazioni le categorie per le quali il libero mercato è richiesto dall'Europa. Tutto per dare in pasto un po' di gente alle furie rosse che dovranno inghiottire il rospo dell'Afghanistan e dell'Iraq. Ma per favore... sapete quale sarà il primo effetto delle "liberalizzazioni" selvagge? L'aumento dei prezzi dei farmaci e delle corse in taxi. Moooolto pratico. Comunque... l'avete voluto... conoscerete pure un tassista o un farmacista o un professionista che non ha più ordine e che ha votato Prodi. Sputategli in faccia, vedrete che si asciugherà il viso senza un lamento.
 
Di Giuliano (del 02/07/2006 @ 14:15:52, in BLOG PRODI FREE, linkato 364 volte)


Volete una micro-notizia su quello che vale il governo Prodi? Dal 31 marzo 2007 il vino Tocai italiano non esisterà più. L'Ungheria, per entrare nella Ue, ha chiesto di riconoscere il suo Tocaji, un vino dolce da pasticcino eliminando il nostro profumato e amarognolo. La Corte di Bruxelles gli ha dato ragione il 12 maggio scorso, l'Italia di Prodi non ha sostenuto il ricorso fatto dal governo precedente. Così potranno continuare a produrre Tocai soltanto americani e australiani che hanno fatto accordi con la Ue. E' piccola cosa, ma dice tutto.
 
Di Giuliano (del 28/06/2006 @ 13:24:16, in BLOG PRODI FREE, linkato 363 volte)


Il Senato ha approvato con 160 voti favorevoli su 161 presenti e un voto contrario la fiducia al decreto di proroga per gli atti parlamentari che moltiplicano ministri, ministeri e loro salari. I deputati della cdl non hanno partecipato al voto. Dire che l'atteggiamento di Prodi è una vergogna è poco. Come si giustificano la Finocchiaro e i verdi? Lo faceva anche la Casa delle Libertà che con il suo governo ha posto per ben 46 volte la fiducia. Ma la Cdl non era tutto il male possibile... un pericolo per la democrazia? Berlusca non faceva solo i fatti suoi con il governo in mano? Epperòòòò... allora fate come Berlusconi. E Napolitano? Il presidente di tutti sta zitto? Si sa, a sinistra continuano ad amare i cattivi maestri.
 
Di Giuliano (del 28/06/2006 @ 10:15:56, in BLOG PRODI FREE, linkato 406 volte)


Blogghiamo senza commenti una notizia alla quale i quotidiani non hanno dato alcun risalto. E' un po' noiosa ma merita di essere letta. Ah... aggiungeteci Borrelli alla federcalcio
Una ventina nei ministeri (di cui una quindicina in posti di vertice) e un'altra decina impegnata in incarichi internazionali o di collaborazione con il Parlamento o autorità garanti: con il cambio del governo è aumentato il numero dei magistrati che hanno chiesto al Csm di essere destinati fuori ruolo per poter ricoprire in molti casi ruoli-chiave nei nuovi dicasteri. Un fenomeno che sta prendendo sempre più consistenza se è vero che nelle ultime tre settimane sono state più di una quindicina le domande giunte a Palazzo dei marescialli. La parte del "leone" nell'accaparramento dei magistrati la fa ovviamente il ministero di Clemente Mastella che si è già assicurato la presenza di una decina di nuove toghe in incarichi di rilievo negli uffici di via Arenula. Ma anche altri dicasteri che non hanno nulla a che fare con la giustizia (dai Trasporti alle Pari Opportunità, dall'Istruzione alla Solidarietà sociale)hanno affidato a giudici o pubblici ministeri i delicati compiti di capo di gabinetto o di responsabile di delicati propri dipartimenti. Il capo di gabinetto del ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi è il procuratore aggiunto di Roma Achille Toro, che è stato titolare delle inchieste sulla Cirio e sulle scalate bancarie ed esponente di punta di Unità per la Costituzione, la corrente di maggioranza dei magistrati. Il ministro per le pari opportunità Barbara Pollastrini ha voluto come capo Dipartimento nel proprio dicastero Silvia Della Monica, già pubblico ministero a Perugia e nella passata legislatura consulente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di Italia Alpi e Milan Hrovatin. E' un magistrato anche il capo dell'ufficio legislativo del ministero dell'Istruzione: Beppe Fioroni ha chiamato in questo ruolo-chiave Guglielmo Gabri, addetto sino a poco tempo fa alla segreteria generale della Presidenza della Repubblica. La stessa scelta l'ha compiuta anche il ministro alla Solidarietà sociale Paolo Ferrero: ha affidato l'incarico di capo dell'Ufficio legislativo del suo dicastero a Giovanni Cannella, giudice alla Corte d'appello di Catania. Il ministro per le Politiche europee Emma Bonino ha voluto due "toghe" come consulenti giuridici: si tratta di Monica Tarchì, già all'Ufficio legislativo del ministero della Giustizia, e di Maria Enrica Puoti, fuori ruolo perché addetta al Dipartimento per il coordinamento delle politiche comunitarie. Mentre un magistrato della procura generale di Bologna, Marco Mescolini è il capo dell'Ufficio del vice ministro dell'Economia Roberto Pinza. Il ministero degli Esteri ha a sua volta confermato come esperto giuridico presso il proprio Servizio del contenzioso diplomatico il magistrato Roberto Amorosi. Mastella ha attribuito due incarichi-chiave del suo ministero ad altrettanti consiglieri di Cassazione: si tratta di Ettore Ferrara, che è capo di gabinetto di via Arenula e che è stato consigliere del Csm e ha ricoperto incarichi di vertice nella corrente di Unità per la Costituzione, e di Gianfranco Manzo, che è capo dell'Ufficio legislativo ed esponente del Movimento per la Giustizia; in quest'ufficio il ministro ha voluto anche l' ex deputato ds ex pm di Trento Giovanni Kessler, mentre come vice di Ferrara Mastella ha indicato Carmelo Celentano, già vice segretario generale al Csm. Come responsabile dell' Organizzazione giudiziaria il Guardasigilli ha scelto Claudio Castelli,già gip a Milano e leader di Magistratura Democratica; suo vice è Sergio Gallo (Magistratura Indipendente), giudice al tribunale di Napoli e vice presidente dell'Associazione nazionale magistrati. Confermato capo dell'Ispettorato Arcibaldo Miller, che nel 2002 era stato scelto per questo incarico dal ministro leghista Castelli. Anche tre dei sottosegretari del ministero della Giustizia hanno voluto magistrati come capi delle loro segreterie: Daniela Melchiorre ha scelto Alessandro Giordano, che era già in via Arenula come direttore dell' Ufficio Primo; Luigi Scotti ha puntato su un magistrato del tribunale di Roma, Roberto Parziale; mentre Alberto Maritati ha voluto un giudice del tribunale di Benevento, Valeria Piccone. Se il governo attinge alla magistratura, il Parlamento non è da meno: il magistrato Domenico Airoma è stato prorogato come consulente presso la Commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e il collega Antonio Maruccia è stato confermato collaboratore a tempo pieno della Antimafia. E sulla stessa strada sono le autorità garanti: l' Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha voluto Marina Ferrelli, giudice al Tribunale di Grosseto, mentre l'Ufficio dell'Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione nella pubblica amministrazione ha scelto Ileana Fedele quale esperto, Tanti anche gli incarichi internazionali per le toghe: nelle ultime settimane il Csm ha dato il via libera a quattro nuovi incarichi in Kosovo e uno a Skopje.
 
Di Giuliano (del 25/06/2006 @ 10:25:29, in BLOG PRODI FREE, linkato 337 volte)


Eccoli qui. L'Anas come primo atto di fiducia nel governo Prodi ha deciso di fermare tutti i lavori dal primo luglio. Tanto le autostrade ce le stiamo svendendo agli spagnoli di abertis. Ma Di Pietro, ministro delle infrastrutture, non vuole regalare roba fallata. E cerca cinque miliardi di euro per continuare con i cantieri. Tre li vuole trovare (o almeno così propongono i suoi tecnici): imporre una tassa "una tantum" di cento euro sul possesso della patente di guida. I possessori sono trenta milioni, fatto un rapido calcolo si arriva proprio a tre miliardi di euro. Questo per scongiurare un aumento del prezzo dlele tratte autostradali. Rieccoli, fanno cadere i problemi creati da loro su tutti i contribuenti, anche le fasce deboli che dovrebbero tutelare. Avete votato Prodi? Adesso morite di fame.
 
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Titolo
Negli ultimi 35 anni, nonostante il ciclone di Tangentopoli, non c'è stata un'inchiesta sulla corruzione che abbia riguardato il Comune di Roma. Così come da 60 accade in Emilia, Toscana e Umbria. Come mai?

 E' dai tempi di Cola di Rienzo che si sa che chi fa politica a Roma è onesto
 C'è il Vaticano... non pare bello. La corruzione è come i filmini a luci rosse sulle tv private: rispetta la tonaca
 Non c'è motivo, tutti vivono bene e gli amministratori pubblici si accontentano di poco e soprattutto sono contenti di vedere la loro gente felice
 Ah, non lo sai? Al concorso in magistratura per legge promuovono soltanto chi ha una particolare malattia: non vede il rosso

Titolo
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