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\\ Home Page : Storico : GOV PUPPET SHOW (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.

Di Giuliano (del 30/10/2006 @ 14:31:08, in GOV PUPPET SHOW, linkato 529 volte)


SALVATE E MANDATE QUESTA FOTO E POI SE VOLETE MORIRE... METTETE IL VOLUME A PALLA E ANDATEVI A VEDERE QUESTO FILMATO SU YOU TUBE
SENZA OFFESA...
 
Di Giuliano (del 05/10/2006 @ 10:11:18, in GOV PUPPET SHOW, linkato 466 volte)


Finalmente Daniele Luttazzi ci fa divertire, con un'intervista serissima rilasciata alla Stampa. Attacca Santoro, la Littizzetto e accusa Grillo di voler fare il santone che fa una politica populista e quindi "di destra". Ci spiega cos'è davvero la satira e alla fine fa capire che vuol fare qualche passaggio sulla Rai, non tanto per profesisonalità, quanto perché sulla fronte si è messo il marchio: "I am de sinistra". Divertentissimo
LEGGI L'INTERVISTA
 
Di Giuliano (del 11/09/2006 @ 10:28:47, in GOV PUPPET SHOW, linkato 353 volte)



Dal sito www.italiasubito.it
Sembra che finalmente il cosiddetto Centrodestra si sia dato una mossa. Finito il tempo delle abbronzature Berlusconi e Fini si sono degnati di dare uno sguardo a quello che pensava il variegato mondo di chi contrasta l'incredibile e ridicolo governo Prodi. Così si è arrivati al "no" sul voto alla missione in Libano. Era ora. Il ridicolo spot a favore del duo D'Alema-Prodi, che costerà agli italiani 1miliardo e 600mila euro l’anno. Ma vi rendete conto? Hanno mandato lì i nostri militari senza un voto del Parlamento. Si sono messi d'accordo soltanto con Kofi Annan e si sono fatti sfilare dalla Francia la guida della missione. Poi hanno fatto l'occhiolino a Hezbollah pensando di essere Andreotti quando lo stesso Andreotti si era detto molto preoccupato della piega che stava prendendo l'idea di una missione. Hanno incassato senza batter ciglio l'accusa dei quotidiani americani: Israele vuole lì l'Italia per far fallire la missione e regolare i conti con i libanesi in tutta tranquillità. Alla fine Prodi si è inventato di aver messo d'accordo tutti: voleva mettere delle guardie senz'armi e senza divise alle frontiere tra Libano e Siria per non far passare le armi dirette agli integralisti islamici. Praticamente voleva mandare degli "ausiliari del traffico", i cosiddetti "vigilini" laddove volano le Katiusce e gironzolano i carri armati più moderni della terra. Il presidente del consiglio si è venduto a tutte le televisioni italiane il grande successo diplomatico (sulla Cnn l'Italia continua a non comparire quando si parla di crisi del Vicino Oriente e neanche per nient'altro). Secondo quello che dice lui avrebbe convinto Assad, blandito gli iraniani convincendoli che non è bene farsi l'atomica (bisogna esser "sceriii") e avrebbe conquistato gli israeliani che avrebbero tolto il blocco navale davanti a Beirut solo perché D'Alema ha fatto la voce grossa. Sabato sera sembrava insomma che la diplomazia italiana, discontinua rispetto a quella del governo Berlusconi, avesse risolto con la sola forza delle parole una guerra che dura da cinquant'anni, costata migliaia di morti, sangue, feriti, distruzioni e minacce mostruose dall'uno all'altro campo (compresi due blitz in Iraq e uno in Afghanistan). Peccato che la diplomazia italiana si è inventata tutto. Sentito il Tg1 che esultava per i successi di Prodi, Bashar el Assad, presidente della Siria è saltato sulla poltrona. Dopo cinquant'anni di guerra (gestita in precedenza dal ferocissimo padre) dai luoghi della macelleria mediorientale per la prima volta invece di partire un missile è partito un comunicato di smentita alla stampa internazionale: non è vero niente. Ed è partito dalla Siria, un Paese che fa dell'isolamento e del silenzio un suo punto di forza. Insomma, da noi qualcuno si è fatto mingere sul volto piatto da uno che si chiama Bashar Assad. E dovrebbe soltanto dimettersi. Per fortuna c'è un altro che si chiama Kofi Annan che ha telefonato ad Assad e gli ha detto qualcosa che suona come: non t'arrabbiare, schierate un battaglione voi e per noi è tutto a posto. Anche Berlusconi e Fini insomma, sembrano aver fiutato quello che pensano gli elettori anti-Prodi. E hanno capito che uno che ragiona sull'opportunità di mandare i "vigilini" a disarmare Hezbollah può ottenere un solo risultato: far tornare centinaia di "body bags" (sacchi mortuari) con i nostri soldati dentro e far fare un passo indietro di trecento anni alla diplomazia italiana. Speriamo che questo atteggiamento sia definitivo, e che si trasformi in una mobilitazione generale, perché sennò saremmo tutti responsabili di quello che potrà accadere.
 
Di Giuliano (del 03/09/2006 @ 14:22:34, in GOV PUPPET SHOW, linkato 266 volte)


Mamma che vergogna, e c'è ancora qualcuno che afferma che i "blog" potrebbero dare notizie false e non controllate. Guardate i servizi della Rai sullo sbarco dei soldati italiani in Libano. "Hanno messo in sicurezza la spiaggia di Tiro" afferma trafelato un messo. E' bardato come un inviato di guerra mentre i bagnanti gli fanno capannello intorno. E giocano con le bandierine tricolori messe su nastri per delimitare lo spazio nel quale è pericoloso avvicinarsi ai mezzi da sbarco. "Adesso scendono... no, il mare è ancora grosso". Poi dopo un po’ richiede la linea. "Che succede?" chiede il conduttore del Tg da studio. "E’ sbarcato un primo contingente... chiediamo al maggiore... che è successo?". Quello un po' perplesso risponde: "C’è stato un momento di stanca delle onde e abbiamo potuto far scendere alcuni mezzi corazzati. Vedrà però che nel pomeriggio la marea risalirà". Ah, che guaio. "Contate comunque di concludere lo spiaggiamento nei due giorni previsti?". "Certo", risponde quello "poi l’esercito libanese ci scorterà alla caserma che ci è stata riservata". Insomma, per adesso sembra un gioco, per farsi una bella vacanza strapagata e dare una leccatina ai deretani della maggioranza che si prevede intenda occupare la Rai più che la striscia di Gaza. Purtroppo lo spot, nonostante la diretta tv, non è sufficiente per "coprire" le liti tra Prodi, Rutelli, Bertinotti e i sindacati sul contenuto della Finanziaria. Per inciso, la missione, per ora, ci costa 36 milioni di euro al giorno (stipendio e missione dell'inviato Rai non sono compresi nel prezzo).
 
Di Giuliano (del 02/09/2006 @ 15:49:05, in GOV PUPPET SHOW, linkato 269 volte)


Una figura dietro l'altra Livia Turco, da ministro della Sanità, si merita un invito al Muppet Show. Fino ad oggi i suoi sodali di Palazzo Chigi hanno fatto a pezzi qualunque sua iniziativa. Pochi giorni prima del decreto Bersani, in un affollato incontro con le associazioni dei farmacisti rassicurò tutti che non si sarebbe venduta neanche un'aspirina nei supermercati perché avrebbe messo in pericolo la salute dei consumatori. Tacchete! Poi molte regioni hanno rimesso il ticket sui farmaci che lei ha sempre osteggiato... e nella finanziaria si studiano anche quelli per i ricoveri e per il pronto soccorso. Infine ha portato in Consiglio dei ministri un decreto per dar vita agli albi professionali di terapisti, infermieri professionali e altre categorie della Sanità (350mila le persone interessate), ma siccome era una promessa di Storace è stata bocciata "perché il governo vuole abolire gli ordini professionali e non si può mettere a realizzarne altri dieci". Oggi ha rassicurato le Regioni: nella Finanziaria non ci saranno tagli alla Sanità. A quando la smentita da parte di Padoa-Schioppa con una bella tranciata di qualche miliardo di euro al budget del ministero e nuovi violentissimi ticket a carico degli assistiti?
 
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Titolo
Negli ultimi 35 anni, nonostante il ciclone di Tangentopoli, non c'è stata un'inchiesta sulla corruzione che abbia riguardato il Comune di Roma. Così come da 60 accade in Emilia, Toscana e Umbria. Come mai?

 E' dai tempi di Cola di Rienzo che si sa che chi fa politica a Roma è onesto
 C'è il Vaticano... non pare bello. La corruzione è come i filmini a luci rosse sulle tv private: rispetta la tonaca
 Non c'è motivo, tutti vivono bene e gli amministratori pubblici si accontentano di poco e soprattutto sono contenti di vedere la loro gente felice
 Ah, non lo sai? Al concorso in magistratura per legge promuovono soltanto chi ha una particolare malattia: non vede il rosso

Titolo
settembre 2010
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