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\\ Home Page : Storico : QUELLO CHE I GIORNALI NON DICONO (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.

Di Giuliano (del 05/07/2006 @ 14:23:08, in QUELLO CHE I GIORNALI NON DICONO, linkato 454 volte)

Visco: no tax sulle seconde case

Viene da chiedersi se durante i consigli dei ministri gli uomini dell'Unione brindano in compagnia alla faccia degli elettori che li hanno promossi o se si tratta soltanto di un vizio privato consumato in solitudine: io, il grappino e il mio gomito. Certe volte affermano delle cose davvero preoccupanti senza capo né coda, che contengono minacce e castronerie e che, logicamente, i giornali non sottolineano. Vediamo, ad esempio, cosa afferma il viceministro per l'Economia, Vincenzo Visco, parlando della tassa sulle successioni che il governo vuole reimmettere nel sistema Italia dopo che il precedente l'aveva abrogata e sulla manovra. Visco è partito rassicurando gli italiani: "Non c'è motivo di tassare la casa principale o anche quella secondaria che passa di padre in figlio", ha affermato il membro del governo Prodi parlando - a "Viva voce", su Radio24 - delle modalità della possibile reintroduzione delle tasse di successione. In generale sulla tassazione dei grandi patrimoni "a noi interessa di più il patrimonio di Berlusconi che non quello del suo elettore che fa il commesso in un negozio". Comunque, ha aggiunto rispondendo a una domanda sul tetto oltre il quale i patrimoni potrebbero essere tassati, "su questo tema non possono essere dati i numeri al lotto: l'impegno politico è che riguarderà esclusivamente le persone effettivamente benestanti". Nessun numero al lotto. Si danno i numeri e basta.
In ogni caso, ha sottolineato Visco, "se la tassa di successione sarà ripristinata, sarà comunque esentato comunque il 90% dei contribuenti". Che vuol dire? Che si vuole tassare soltanto Berlusconi e si lasciano fuori gli Agnelli e i Montezemolo, i Della Valle, i De Benedetti, tutti i Consorte che hanno ammucchiato patrimoni in nero all’estero. Insomma: dove sta il rigore? Non si tassano né la prima, né la seconda casa. E nemmeno la terza di chi non è proprio ricchissimo, par di capire... dove cazzo li trovate i soldi per tagliare il cuneo fiscale? Li chiedete in prestito a Berlusconi? E c'era bisogno di una campagna elettorale o bastava chiedere "per piacere"? Quanto alla manovra: l'orrido, la foiba, il pozzo senza fondo dei conti pubblici che avrebbe lasciato il governo di centrodestra - secondo Visco - potrebbe essere riempito dalla vittoria della nazionale in Germania. E che facciamo... si fonde la Coppa del Mondo? Sentite Visco: "Se l'Italia vince i mondiali la manovrina sarà necessaria comunque, magari più piccola". Sì, come l'amnistia... Il viceministro Visco è confortato in questa sua profonda e attenta analisi da alcune previsioni secondo le quali una eventuale vittoria azzurra in Germania avrebbe un benefico effetto sul Pil e sui conti dello Stato. E perché? Gli italiani, improvvisamente nazionalisti dovrebbero pagare più tasse e emergere dal nero? Marrazzo, Illy, Soru si mettono a risparmiare sulle spese sanitarie perché la vittoria fa buon sangue? O forse perché il presidente del Consiglio, Romano Prodi, si è infilato negli spogliatoi degli azzurri per farsi fare una foto? No... non ci sembra una strada giusta, anzi, neanche una strada. A questo proposito sentiamo che cosa ha detto Francesco Totti sulla visita nella conferenza stampa del dopo-semifinale vinta con la Germania: "Prodi? non si sentiva niente - ha risposto Totti - chi strillava da una parte, chi ballava e poi nello spogliatoio c'era lo stereo a tutto volume".
 
Di Giuliano (del 15/06/2006 @ 17:26:36, in QUELLO CHE I GIORNALI NON DICONO, linkato 337 volte)


Si sa che a Roma da quindici anni a questa parte le occupazioni di fabbricati da parte dei centri sociali sono favorite dalle istituzioni, in particolare dal Comune. Un gruppo di destra che aveva occupato un palazzo, un anno fa, fu "sfrattato" subito a colpi di manganello dalla polizia. Così si può comprendere l'incredulità di Nunzio D'Erme, Guido Lutrario e altri dieci attivisti di "Action", spargiletame dell'ultrasinistra, quando oggi si sono visti rinviare a giudizio dal gup Mario Frigenti per associazione a delinquere finalizzata al compimento di delitti contro il patrimonio immobiliare altrui. Con loro ci sono nella lista anche dieci attivisti di Action. Il gruppo minaccia di citare come testimoni in aula tutti coloro che hanno avuto rapporti con il gruppo, tra i quali anche il sindaco di Roma, Walter Veltroni, insieme con assessori, consiglieri regionali e comunali, dipendenti della pubblica amministrazione e di altri enti che hanno avuti rapporti con Action e che erano a conoscenza del loro programma. Sarà curioso vedere come li scaricheranno dopo averli usati per bene e dopo aver bloccato la rielezione di D'Erme.
 
Di Giuliano (del 06/06/2006 @ 20:30:32, in QUELLO CHE I GIORNALI NON DICONO, linkato 441 volte)


Blocco degli stipendi per molti sanitari del Lazio. la Regione sta andando a picco, non paga e le cliniche non possono onorare i loro impegni con i padri di famiglia. Ieri si è tenuta una drammatica riunione tra il presidente dell'Aiop Lazio (Associazione italiana ospedalità privata), Mauro Casanatta, con gli assessori regionali al Bilancio e alla Sanità Luigi Nieri e Augusto Battaglia. Alla fine il primo ha comunicato: "Da domani molte delle cliniche private convenzionate iscritte all'Aiop non pagheranno i propri dipendenti a causa dei mancati trasferimenti da parte della Regione Lazio. Aspettiamo i trasferimenti da luglio 2005 ci è stato assicurato che a settembre saranno pagati tutti i mesi fino a novembre 2005. Per il resto delle mensilità la Regione ha proposto di pagare il 65% successivamente, mentre il 35% sarà finanziato dalle banche. Il problema è che gli interessi che matureranno dovremo coprirli noi". Fino ad allora, blocco stipendi.
 
Di Giuliano (del 06/06/2006 @ 19:54:21, in QUELLO CHE I GIORNALI NON DICONO, linkato 483 volte)


Il presidente della Regione Lazio, Marrazzo, si fa un sacco di viaggetti. Forse lo fa per stare lontano dalla regione che dovrebbe amministrare e invece crolla attorno alla sua giunta raccogliticcia. Ora ha anche i sindacati contro. La Cgil lo critica pesantemente sul comportamento di Lazio Service, un'azienda che fa parte delle società di proprietà della Regione, che viene giudicato "inaccettabile" dal sindacato che pure ha sostenuto Marrazzo. In una nota la Fiom Cgil annuncia lo stato di agitazione ed uno sciopero per giovedì 8 giugno, con presidio dei lavoratori - cui ha aderito il Coordinamento dei precari di Lazio Service - davanti alla sede della Regione in via Cristoforo Colombo a partire dalle ore 9.30 proclamati di Fim, Fiom e Uilm. "La giunta regionale - osserva il sindacato - si è ritrovata con una situazione di precariato diffuso che vede nella Lazio Service la sua massima espressione: su 850 dipendenti più di 700 sono lavoratori a tempo. Ma, invece di aprire un confronto serio con le organizzazioni sindacali per individuare percorsi di stabilizzazione dei lavoratori, si procede in maniera unilaterale ed arrogante aggravando ulteriormente la situazione". Pe ril sidnacato "si è assistito in questo periodo al passaggio dei lavoratori interinali, con riduzione delle retribuzioni, dalla Regione Lazio a Lazio Service; al rinnovo dei contratti a termine per 170 lavoratori con cambio di mansioni e riduzione del salario; al mancato rinnovo del contratto per 70 lavoratori, comunicato a meno di 24 ore dalla scadenza". Bene, no? Ma non erano questi quelli che dovevano combattere il lavoro precario? Invece lo usano a piene mani per sfruttare la gente mentre coprono d'oro i consulenti amici.
 
Di Giuliano (del 10/05/2006 @ 09:43:29, in QUELLO CHE I GIORNALI NON DICONO, linkato 517 volte)


All'ora del Vespro Roma era solita, in primavera, prendere aria con il Ponentino, il vento del mare. Adesso da lì, fateci caso, viene un odore acre e pungente. E' quello dei rifiuti in decomposizione alla discarica di Malagrotta, sulla Roma-Fiumicino. La discarica più grande d'Europa è ormai esaurita. E la Capitale rischia di essere sommersa dai rifiuti. Ma il Comune e la Regione, ciascuno per la sua parte, non sanno che pesci prendere. Sono anni che si spendono milioni in mezzi e comunicazione per la raccolta "differenziata". Ma alla discarica i rifiuti vengono mescolati in una fossa comune. Ignorate le proteste di chi abita lì, ora il problema riguarda tutta Roma. Ci dispiace di parlarvi quasi soltanto di schifezze. Ma se la Roma di Veltroni fa vomitare...
 
Di Giuliano (del 07/05/2006 @ 10:17:16, in QUELLO CHE I GIORNALI NON DICONO, linkato 339 volte)

"Il Comune ci tutela con il silenzio-assenso" dice il telone

Per Veltroni e i giornali il caso delle antenne di Monte Mario è chiuso dal 2003. Diede la "prima picconata" ai tralicci e se ne andò. Tuttoapposto. I bimbi della scuola Leopardi salvi, i cittadini tranquilli. Invece le antenne non sono state abbattute, anzi ne vengono installate di nuove. E' il caso, a via della Camilluccia, di un palazzo Enasarco che ha dato il permesso alla Wind per un nuovo ripetitore. Gli abitanti sono inviperiti e preoccupati, ma il Comune se ne fotte.
 
Di Giuliano (del 06/05/2006 @ 19:53:23, in QUELLO CHE I GIORNALI NON DICONO, linkato 325 volte)


Il deposito Sta al Flaminio

La Corte dei Conti del Lazio, nel gennaio scorso, ha condannato in primo grado per danno erariale la società Sta, che si occupa della mobilità del comune di Roma, la Crp (Compagnia Romana Parcheggi) e l'ex assessore del Comune al traffico Walter Tocci per la gestione dei parcheggi a pagamento nella capitale negli anni dal '95 al '97. Sta e Crp dovranno risarcire ciascuna circa 2 milioni e mezzo di euro, mentre Tocci e' stato condannato al pagamento di circa 130 mila euro. La Sta dovra' anche dare al Campidoglio circa 3 milioni e 950mila euro: nel triennio '96-'98, secondo la Corte, non ha versato alcun utile al Comune affermando che erano lievitati i costi.
La magistratura contabile ha condannato la Sta e la Crp Srl perché incredibilmente avrebbe acuqistato i parchimetri a un costo doppio rispetto al normale. Quei parchimetri, inoltre, secondo la Corte, non furono mai utilizzati. Inoltre fu incredibile la gestione dle personale: con i soldi dei parchimetri, si legge nella sentenza, fu pagata una cooperativa costituita appositamente per quietare gli ex-parcheggiatori abusivi. Secondo la Corte dei Conti, invece, la Crp Srl avrebbe dovuto dare, in forza della convenzione stipulata con la Sta, i proventi della sosta a pagamento alla societa' comunale, accollandosi i costi del personale. Come terzo rilievo la Corte dei Conti ha condannato le società perché spesero milioni in consulenze esterne affidate sempre a queste cooperative. Walter Tocci avrebbe dovuto vigilare e controllare, ma omise di farlo. In pratica, secondo la magistratura contabile, il Comune non ha deliberato alcun passaggio di competenza nella gestione delle strisce blu, se non quella iniziale dell'affidamento ad Atac e poi alla Sta. L'Atac, a sua volta, diede la gestione all'Aci. Poi il Comune ha affidato il servizio alla Sta la quale e' subentrata nella convenzione che gia' dava la gestione all'Aci. Poi quest'ultima lo ha affidato ad una societa' del suo gruppo, la Crp Srl che, non avendo personale da destinarvi, lo ha infine affidato alle cooperative di ex-parcheggiatori abusivi che a quell'epoca avevano fortemente protestato per la perdita di lavoro a causa dell'arrivo delle strisce blu. Ci piace ricordare che, a quanto si sa, su questa vicenda la magistratura non ha aperto alcun fascicolo. Gli forniamo la "notizia criminis"... a noi sembra grave... ma vedrete che o "il fatto non sussiste" o è già è andato tutto in prescrizione.
 
Di Giuliano (del 06/05/2006 @ 19:36:01, in QUELLO CHE I GIORNALI NON DICONO, linkato 343 volte)


Il 7 febbraio scorso, in un drammatico incidente, morirono dodici manager turchi (18 i feriti) che avevano appena finito una cena di lavoro a Villa Miani. Per un guasto, o per il ghiaccio, il pullman condotto da Amedeo Cellini finì nella scarpata di via Trionfale. La breccia prodotta dall'impatto del mezzo sul basso muretto che delimitava la curva è ancora lì, segnalata malamente da una serie di transenne, ancora più pericolosa di allora.
 
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Titolo
Negli ultimi 35 anni, nonostante il ciclone di Tangentopoli, non c'è stata un'inchiesta sulla corruzione che abbia riguardato il Comune di Roma. Così come da 60 accade in Emilia, Toscana e Umbria. Come mai?

 E' dai tempi di Cola di Rienzo che si sa che chi fa politica a Roma è onesto
 C'è il Vaticano... non pare bello. La corruzione è come i filmini a luci rosse sulle tv private: rispetta la tonaca
 Non c'è motivo, tutti vivono bene e gli amministratori pubblici si accontentano di poco e soprattutto sono contenti di vedere la loro gente felice
 Ah, non lo sai? Al concorso in magistratura per legge promuovono soltanto chi ha una particolare malattia: non vede il rosso

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settembre 2010
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